Fotografia Europea 2019. Pixy Liao, It’s never been easy to carry you, 2013
meanwhile

Una nuova intimità

di Alessia Delisi - Marzo 19, 2019

Mentre all’Osservatorio della Fondazione Prada va in scena Surrogati. Un amore ideale, che si addentra nei concetti di amore familiare, romantico ed erotico, il tema della prossima edizione di Fotografia Europea esplora il concetto di legame a partire dalla relazione tra un essere umano e un robot.

Quale legame può instaurarsi tra un uomo o una donna e una rappresentazione artificiale dell’essere umano? Se lo domanda la Fondazione Prada con Surrogati. Un amore ideale, mostra curata da Melissa Harris e ospitata fino al 22 luglio negli spazi dell’Osservatorio in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. Attraverso 42 fotografie di Jamie Diamond ed Elena Dorfman, l’esposizione si addentra infatti nei concetti non sempre chiari di amore familiare, come pure di quello romantico ed erotico. Al primo sono dedicate le serie Forever Mothers e Nine Months of Reborning con cui Jamie Diamond ritrae la vita di una comunità di artiste autodidatte chiamate Reborners che realizzano e collezionano iperrealistiche bambole capaci di soddisfare il loro desiderio di maternità. Nel tentativo di rappresentare, idealizzandola, la complessità degli stereotipi che danno forma alle relazioni tra madre e figlio, nasce invece il progetto I Promise to be a Good Mother con cui l’artista impersona la madre perfetta, vestendo gli abiti della propria e interagendo lei stessa con una bambola reborn.

Immagine della mostra Surrogati. Un amore ideale, Osservatorio Fondazione Prada, 2019. Foto Mattia Balsamini. Courtesy Fondazione Prada

L’esplorazione di quella zona d’ombra tra realtà e artificio, dove si costruiscono relazioni con oggetti inanimati, guida anche la ricerca di Elena Dorfman che con Still Lovers si concentra sulle persone che condividono la propria quotidianità con realistiche bambole erotiche riprodotte a grandezza naturale. L’intento dell’artista non è però di mostrare la devianza di questi surrogati sessuali, ma di spiare, come dal buco della serratura, dinamiche familiari e scene di vita domestica, svelando l’intimità – o un surrogato di essa – tra carne e silicone. Del resto, in un mondo globalizzato, in cui i progressi delle scienze e delle tecnologie informatiche, biologiche e bioinformatiche hanno reso obsoleto quel corpo fatto di carne e ossa che da sempre costituisce l’essere umano, ridefinire il concetto di legame, riconoscendo anche il contributo di supporti artificiali, è oggi più che mai una necessità.

Immagine della mostra Surrogati. Un amore ideale, Osservatorio Fondazione Prada, 2019. Foto Mattia Balsamini. Courtesy Fondazione Prada

Non è un caso quindi che proprio Legami. Intimità, relazioni, nuovi mondi sia il tema che unisce, come un ideale filo rosso, tutte le esposizioni che compongono il programma di Fotografia Europea 2019, a Reggio Emilia dal 12 aprile al 9 giugno. E non è un caso neppure che, tra le centinaia di opere esposte, quella che secondo il direttore del Festival Walter Guadagnini meglio sintetizza il tema di questa edizione sia il video realizzato in Giappone dalla giovane artista francese Justine Emard, che mette in scena un dialogo muto tra il corpo di un ballerino e un robot che si muovono insieme, confrontando le reciproche diversità. Così, attraverso antologiche di grandi maestri del passato come Horst P. Horst e del presente come Larry Fink, ma attraverso anche mostre di maestri italiani come Vincenzo Castella e Francesco Jodice e di numerosi rappresentanti delle generazioni più giovani, Fotografia Europea mette in scena i rapporti tra le persone, i saperi e le culture dal punto di vista individuale e collettivo, pubblico e privato, scoprendo prima di tutto quel legame tra la fotografia e il mondo capace di porre in essere le nostre molteplici relazioni.