Allison Katz. Period, Installation view, ph. Filippo Armellin
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Cotto ad arte | Allison Katz e Ugo La Pietra a Milano

di Alessia Delisi - Ottobre 18, 2018

Nel corso del Novecento la ceramica si è evoluta da materia artigianale a linguaggio artistico a tutti gli effetti. Oggi torna alla ribalta con due mostre dedicate ad Allison Katz e Ugo La Pietra.

Enrico Baj, Lucio Fontana, Asger Jorn, Leoncillo Leonardi, Fausto Melotti, ma anche Bertozzi & Casoni, Luigi Ontani, Mimmo Paladino: sono soltanto alcuni degli artisti, italiani e stranieri, che hanno sperimentato il potenziale artistico della ceramica, declinandola nelle tante poetiche che hanno attraversato il XX secolo. Neocubismo, informale, pop art, minimalismo, arte concettuale, astratta e figurativa sono quindi le chiavi per leggere la storia dell’emancipazione di un materiale che, nel solco della sperimentazione, è divenuto il luogo di un’esperienza tanto estetica quanto esistenziale. Si pensi a Jorn che nel 1959 realizzò un pannello per la città danese di Aarhus passandoci addirittura sopra con una Lambretta seguito dal suo cane. Ma si pensi anche a Bertozzi & Casoni che attraverso il linguaggio della terra, della silice e degli ossidi si riappropriano, in modo irriverente e provocatorio, dell’immaginario dell’arte contemporanea.

  • Allison Katz, Ask, 2018, ceramica smaltata, diam 29.5 cm, ph. Filippo Armellin
  • Allison Katz. Period, Installation view, ph. Filippo Armellin
  • Allison Katz. Period, Installation view, ph. Filippo Armellin

Allison Katz non è da meno: i suoi piatti in ceramica, in mostra fino al 10 novembre alla Gió Marconi di Milano, nascono dall’interesse per un’operazione, la smaltatura, che si basa per metà sul caso, perché dopo la cottura gli smalti assumono trame e colori diversi da quelli che avevano all’inizio. La “forza primordiale delle temperature vulcaniche”, come la definisce l’artista canadese, conduce quindi a una sorta di caos estetico dove piccoli cristalli di rocca immersi nella sostanza liquida si trasformano, imitando gli effetti di sostanze minerali come pure di certe plastiche, tessuti tie–dye, glitter e persino farciture per dolci. Quello che emerge è una sfida ai gusti e alle aspettative tanto dell’artista quanto del gallerista.

Ugo La Pietra, Mani

Arte e ceramica si incontrano anche in un’altra mostra, quella che fino al 17 novembre la galleria Fatto ad Arte di Milano dedica alla collaborazione tra Ugo La Pietra e le Ceramiche Rometti: Mito e Materia.

L’incontro con Ugo La Pietra, avvenuto nel 2016, ha dato vita a un dialogo tra forme e decori in bianco e nero in cui l’eclettico artista coniuga sacro e profano. Se infatti i Totem sono espressione di un’ancestrale riverenza, le Mani sfidano la storicità della materia trasferendovi il linguaggio brutale della strada, mentre una serie di ventiquattro pezzi realizzati a mano e senza l’impiego di stampi contribuisce a fare della ceramica un linguaggio artistico a tutti gli effetti.

L’immaginario fantastico di Ugo La Pietra che incontra la Manifattura Rometti dà prova della quantità e qualità delle relazioni che la ceramica italiana ha saputo tessere con alcuni tra i maggiori movimenti artistici del Novecento, perché in oltre novant’anni di attività le Ceramiche Rometti hanno collaborato con artisti come Corrado Cagli, Dante Baldelli, Leoncillo Leonardi e Ambrogio Pozzi.

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