Bauhaus and Photography. Viviane Sassen © NRW-Forum Düsseldorf. Foto Katja Illner
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Cento anni di Bauhaus

di Alessia Delisi - Dicembre 20, 2018

Nato nel 1919 con lo scopo di conciliare creazione artistica e metodo artigianale con la produzione industriale, il Bauhaus si appresta a compiere cento anni. Un compleanno importante che la Germania è pronta a festeggiare con mostre, festival ed eventi.

Era il 1919 quando a Weimar, nel cuore della Germania, l’architetto Walter Gropius fondò il Bauhaus, una scuola d’arte il cui obiettivo era superare l’antinomia tra creazione artistica e metodo artigianale attraverso la produzione industriale. Sulla scorta di quelle esigenze che già dalla fine dell’Ottocento avevano dato vita al movimento Arts and crafts, il nuovo metodo educativo si proponeva così di unire valore estetico e componente funzionale di un oggetto. Sono passati cento anni da allora e questa esperienza, che pure durò pochi anni – nel 1933 la scuola fu definitivamente chiusa dal regime nazista – rimane ancora oggi un modello insuperato, non soltanto perché segnò l’atto di nascita del design, ma anche perché molti oggetti del nostro quotidiano derivano in gran parte dalle ricerche del Bauhaus. Un’ottima occasione quindi per dare il via ai festeggiamenti con mostre, festival ed eventi.

Bauhaus and Photography. Douglas Gordon, Play Dead, Real Time, 2003. Courtesy Studio lost but found, Berlin, VG Bild-Kunst, Bonn, 2018. Foto Katja Illner

Fino al 10 marzo ad esempio, all’NRW–Forum di Düsseldorf, va in scena Bauhaus and Photography – On new visions in contemporary art, esposizione che si propone di mostrare il ruolo chiave del Bauhaus nello sviluppo della fotografia d’avanguardia. Attraverso di contributo di diciassette autori – tra cui Douglas Gordon, Erich Consemüller, László Moholy–Nagy, Lucia Moholy, Taiyo Onorato & Nico Krebs, Thomas Ruff, Viviane Sassen e Wolfgang Tillmans – l’esposizione non si limita però a presentare le immagini dei maestri della scuola tedesca, ma pone quel linguaggio visivo in dialogo con gli scatti di alcuni dei maggiori rappresentanti del panorama fotografico contemporaneo.

The Opening Festival

Dal 16 al 24 gennaio invece The Opening Festival inviterà gli spettatori a prendere parte a un ricco programma di concerti, spettacoli teatrali e di danza, dibattiti e workshop. Sotto la direzione di Bettina Wagner-Bergelt, l’Akademie der Künste di Berlino rifletterà infatti sull’eredità del Bauhaus attraverso una moltitudine di format, riuniti intorno a 150 artisti e agli stimoli che questa scuola innovativa continua a dare alle arti contemporanee in genere.

Stiftung Bauhaus Dessau. Personalized room Josef Albers. Foto Yvonne Tenschert

Se tutto questo non vi basta, un’esperienza autenticamente Bauhaus è quella che a partire dal mese di gennaio potrete fare a Dessau, nell’edificio progettato dallo stesso Gropius dove nel 1926 fu trasferita la scuola, ovvero dormire negli alloggi di studenti illustri come Josef e Anni Albers, Herbert Bayer, Marianne Brandt e Marcel Breuer. Meticolosamente riportate al loro stato originale, queste stanze, che occupavano l’ala del Prellerhaus, privilegiano la funzione rispetto alla decorazione la quale è invece praticamente assente: pochi mobili di piccole dimensioni quindi, mentre alle pareti intonaco bianco, acciaio e vetro.

Da segnare in agenda è infine la data del 6 aprile con l’apertura, dopo tre anni di lavori, del Bauhaus Museum Weimar. Progettato da Heike Hanada in collaborazione con Benedict Tonon, il museo non riunirà soltanto una straordinaria collezione di oggetti e progetti originali, ma proporrà una reinterpretazione della storia del Bauhaus, ponendo al centro il tema della convivenza tra passato e presente, tra vecchie e nuove domande.

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