Lorenzo Balbi Direttore artistico MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Ph: Caterina Marcelli.
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Barefoot #2 | Lorenzo Balbi

di Giusi Affronti - Aprile 9, 2019

Barefoot è un’idea semplice. E continua ad esserlo anche in questa seconda edizione che coinvolge i direttori dei musei italiani.
Lo spirito rimane lo stesso: un ciclo d’interviste con ventuno domande e ventuno risposte in cui si parli non solo di arte, ma anche di letteratura, musica, cibo e tanto altro. Piccoli spunti di riflessione e di ispirazione.
Per entrare e mettersi comodi, a piedi nudi, tra le mura di un museo. 

1. Un museo è. In un tweet.
Centro culturale aperto, custode della memoria, promotore di nuovi linguaggi, riferimento per un territorio e agitatore di una comunità. (137 caratteri!)

2. Se non avessi lavorato nell’arte, dove.
In cucina. Ho lavorato diversi anni per un catering durante gli studi e cucinare è ancora oggi grande passione e efficace antistress. Rimane il mio eventuale piano B.

3. Se il museo di cui sei direttore fosse un film. Quale?
“Dogville” di Lars Von Trier. Il mondo, per quanto complesso ed inintelligibile, riesce a stare tutto dentro a uno stesso luogo. Gli artisti, le opere, il pubblico si muovono dentro questa scatola vuota, che a volte sembra enorme e altre troppo piccola per contenerli.

4. La descrizione di un “Perfect Day”.
Sveglia tardi. Insieme a moglie e bimbe al mare, un piatto di spaghetti con le vongole e un bicchiere di Franciacorta in spiaggia. Leggere “Diabolik” sulla sdraio, incontrare la compagnia degli amici la sera, ridere e scherzare, il Toro vince e la Juve perde.

5. Se fossi mediatore culturale per un giorno e dovessi scegliere una persona da condurre alla scoperta del “tuo” museo, chi sarebbe? Realtà e fantasia, tutto è concesso.
Sono stato mediatore culturale per quasi tre anni alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino; un’esperienza fondamentale per la mia crescita che tutti coloro che lavorano in un museo dovrebbero fare. La persona ideale ha la mente aperta, è disponibile a un dialogo sincero, interessata e libera da pregiudizi. Credo che la persona perfetta da condurre ad una mediazione culturale sia la propria madre.

6. Mick Jagger o Keith Richards?
Mick Jagger doppiato in pugliese da Fabio Celenza.

7. Jazz o Blues? 
Jazz: improvvisazione e contaminazione culturale.

"Mika Rottenberg", 2019. Installation View, MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Ph: Giorgio Bianchi | Comune di Bologna

8. Una/un donna/uomo della letteratura che avresti voluto amare.
Nancy Cunard, poetessa, scrittrice e anarchica inglese musa di Man Ray. Donna bellissima, amante appassionata, viaggiatrice e collezionista, fu capace di anticipare temi e suggestioni letterarie future. Si allontanò dalla famiglia aristocratica in cui nacque per dedicarsi all’impegno anti-razzista e anti-fascista.

9. Il bollettino di salute dell’arte contemporanea, in Italia.
Curatori e gallerie private sono al top a livello internazionale. Gli artisti crescono in considerazione e prestigio internazionale ma “fuggono” ancora a causa di un sistema che non li aiuta con budget e opportunità e un modello educativo e formativo da rifondare. L’Italian Council è la più bella notizia in questo senso degli ultimi anni ma non può e non deve bastare. I musei tengono nonostante la loro grande eterogeneità, la difficoltà nel fare rete e l’estenuante e continua necessità di ricercare fondi. La Biennale rimane il momento di più grande euforia e Milano è diventata la capitale nonostante manchi ancora un grande museo pubblico centrale dedicato al contemporaneo. Le fiere patiscono il momento di recessione economica e una dinamica – tutta italiana – dei “cento campanili” che le penalizza nei confronti dei loro competitor internazionali.

10. Città d’origine, città attuale e città nella quale vorresti aver vissuto, in questa vita o in una precedente.
Originario di Torino, da quasi due anni vivo a Bologna. Amo Roma, mi piacerebbe viverci per un periodo prima o poi.

11. Un detto popolare della tua terra.
Fürb mè Gribùja (Essere furbi come Gribuja – o come mi diceva mia nonna – Garbuja). Gribuja – ho scoperto – è un personaggio del teatro di Macario, un ragazzotto tonto che metteva i soldi nelle tasche degli altri per non essere derubato e si nascondeva nel ruscello per non bagnarsi. Mia nonna me lo ripeteva ogni qualvolta facevo una sciocchezza.

12. Il piatto che ti riappacifica con il mondo.
Un piatto di pasta. Al pomodoro, ragù, aglio olio e peperoncino o cacio e pepe, non importa… A qualsiasi ora. Non c’è nulla di meglio. Ma il piatto che aspetto con più desiderio sono gli agnolotti del plin che le donne della famiglia preparano, a mano, per Natale.

13. A fine giornata, ordini da bere. Cosa?
Al bar del MAMbo un Negroni, anche se ho molta nostalgia delle birrette di fine giornata bevute a Torino con i miei colleghi Silvio e Giuseppe. A casa un buon bicchiere di vino rosso. Piemontese ovviamente.

14. Il viaggio che non hai ancora trasformato in realtà.
In Giappone, avendo il tempo per perdersi nei suoi luoghi e tradizioni.

"That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine", 2018. Installation View, MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna. Ph. E&B Photo.

15. Se dovessi aggiungerne uno. L’Italia è un paese di santi, poeti, navigatori … e?
Artisti. Del passato e del presente.

16. Hai un tatuaggio? Quale?
No, nessun tatuaggio.

17. C’è vita dopo la morte?
No. A sopravviverci sono i nostri esempi, azioni e relazioni.

18. Se dovessi commissionare un tuo ritratto, quale artista sceglieresti?
Se potessi scegliere tra i “big” dell’arte sicuramente Douglas Gordon e Philippe Parreno. Tra gli artisti a me più vicini Ludovica Carbotta che mi conosce meglio di tutti.

19. Il concerto musicale più intenso (che hai visto o che avresti voluto vedere).
Avrei voluto essere a Venezia per il concerto dei Pink Floyd nel 1989 ma avevo solo 7 anni. Deve essere stato unico nell’unire musica, emozioni, persone e luogo. Tra quelli che ho visto invece dico i concerti di Elio e Le Storie Tese in compagnia di mio fratello Marcello. Per anni hanno scandito l’inizio della mia estate. Buona musica, performance, arguzia e pungente ironia (e poi Mangoni), li ho davvero amati tanto.

20. Il giorno più bello della tua vita?
Vorrei dire il giorno della nascita delle mie due figlie gemelle ma alcune (piccole) complicazioni l’hanno reso il giorno più emozionante. Il più bello è quello del mio matrimonio: amore, amici, gioia ed euforia.

21. Lasciaci un frame di te, fra vent’anni.
Non ne ho idea e forse non la voglio neanche avere per potermi sorprendere ogni giorno. Ho dei punti fermi: sono un marito e un papà; per il resto vorrei conservare la curiosità e la voglia di mettermi in discussione che ho oggi.

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