Antonio Addamiano
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Barefoot #1 | Antonio Addamiano

di Eleonora Caracciolo - Febbraio 26, 2019

Barefoot è un’idea semplice.
Un ciclo d’interviste a galleristi italiani, con ventuno domande e ventuno risposte. Non solo arte, ma anche letteratura, musica, cibo e tanto altro. Piccoli spunti di riflessione e di ispirazione.
Per entrare e mettersi comodi, a piedi nudi, tra le mura di una galleria. 

1. Città d’origine, città attuale e città nella quale vorresti aver vissuto, in questa vita o in una precedente.
Molfetta, terra di nascita, Milano da sempre e Amsterdam, il desiderio…mi accontento di due settimane ogni anno.

2. Il progetto di ricerca della galleria in un tweet.
Creare mostre stimolanti per me e di conseguenza, si spera, per il pubblico. Creare un feeling speciale con gli artisti e trasmettere la nostra passione ai clienti.

3. Il mestiere del gallerista è…
Infinito, stimolante, gratificante. Ma a volte toglie il sonno…

4. Una galleria, Italia a parte, che vale la pena visitare.
Almine Rech, la sede di Bruxelles.

5. La passione più grande.
Cinema, sia del passato che contemporaneo, italiano ed internazionale.

6. Chiudi gli occhi e immagina una gioia.
Realizzare la mostra di un’artista internazionale che seguo da una vita.

7. Un libro che ti ha ispirato.
Nessuno in particolare, nel mio lavoro mi hanno ispirato di più i racconti di Natale Addamiano, mio padre, e di Salvo, mio primo grande artista amico.

Regine Schumann, Colormirror, allestimento, Galleria Dep Art

8. Beatles o Rolling Stones?
Beatles.

9. Marina Abramovic o Ulay?
Marina Abramovic.

10. Zuppa di?
Ceci neri di Altamura con gamberetti.

11. Il bollettino di salute dell’arte contemporanea, in Italia.
Sia i collezionisti che gli operatori del settore stanno sempre più guardando con attenzione all’arte contemporanea internazionale. Ci saranno sempre più difficoltà per coloro che si rivolgono soltanto all’Italia. Per gli artisti, curatori, galleristi l’esperienza straniera sarà una necessita.

12. Un personaggio della Storia con cui avresti voluto sbronzarti.
Federico II di Svevia, ovviamente sotto il cielo stellato a Castel del Monte.

13. Una/un donna/uomo della letteratura che avresti voluto amare.
Fabrizio De André.

14. Un detto popolare della tua terra.
“Molfetta il paese delle belle donne”

Zoo, 1979, installazione di Alighiero Boetti con i figli Agata e Matteo, ph. Bruno Bani

15. Il vino più buono mai bevuto.
Chateau Haut-Marbuzet di Bordeaux, 1999.

16. Il miglior artista di tutti i tempi, nella Storia dell’arte. E perché.
Yayoi Kusama, qualità pittorica, libertà, rivoluzione ed infine follia. Peccato non poter organizzare una mostra personale in galleria, sarebbe un sogno ad occhi aperti come alcune sue geniali installazioni…Infinity Mirrors …

17. Il menù che cucini per una cena fra amici.
Ovviamente un mix di infiniti antipastini, tipico stile pugliese, stracciatella, focaccia al pomodoro, melanzane al forno, pizza di patate,  carciofi al forno, peperoni ripieni, ricotta con barbabietola al forno, indivia e noci al forno, tutto con un mix di affettati freschi.

18. Il pezzo musicale che ogni essere umano dovrebbe aver ascoltato almeno una volta nella vita.
L’intero album “Into the Wild” Eddie Vedder, 33 minuti speciali.

19. Quando hai bisogno di “spegnere il cervello”: strategia? 
Una partita di calcetto tra amici o, se si ha un po’ di tempo, una bella vacanza in un paese con arte contemporanea vicino allo zero …

20. Sindrome di Stendhal. Ti è mai davvero capitata? Quando?
Solo da ragazzo, la prima volta che ho visto la Cappella Sistina a Roma.

21. Lasciaci un frame di te, fra vent’anni.
Passione e serietà.

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