miart 2019. Galleria Lia Rumma. Joseph Kosuth
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A Milano torna miart

di Alessia Delisi - Aprile 4, 2019

Dal 5 al 7 aprile la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea diretta da Alessandro Rabottini torna a Milano con il motto “abbi cara ogni cosa”: quattro giorni di conversazioni aperte al pubblico, premi e fondi di acquisizione si sommano alle numerose mostre e performance messe in campo dalla Milano Art Week.

185 gallerie provenienti da 19 paesi, tre giornate di conversazioni, sei premi e fondi di acquisizione, oltre 60 curatori e direttori di musei, designer, artisti e scrittori: sono questi i numeri di miart 2019, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea che dal 5 al 7 aprile torna a Milano con il motto “abbi cara ogni cosa”. Ma perché, domanda il direttore artistico Alessandro Rabottini, presentarsi alla stampa e al pubblico con un motto, per di più preso in prestito da un poema? Di tanti numeri e dati è spesso fatta la comunicazione che accompagna una fiera, continua Rabottini, che in un momento storico tanto caotico quanto fecondo come il nostro, l’attenzione degli spettatori è ciò di cui l’arte ha davvero bisogno. Ecco perché Horizon, la nuova campagna visiva che accompagna miart 2019, dà voce a un racconto per immagini i cui protagonisti sono un gruppo di adolescenti ritratti nell’arco di una giornata estiva, dall’alba al tramonto. Ed ecco anche perché lo spazio in cui essi si muovono è quello dell’acqua. Come un immaginario film che mette in scena l’adolescenza in quanto momento di esplorazione, scoperta e mutamento, la campagna suggerisce infatti un parallelo con l’arte come un orizzonte che se da un lato consolida i valori storici, dall’altro accetta il confronto e la sperimentazione.

miart 2019. Horizon

Diciotto direttori di musei internazionali e curatori di prestigiose istituzioni provenienti da dieci paesi assegneranno il fondo di acquisizione Fondazione Fiera Milano (destinato a opere che andranno a implementarne la collezione) e i cinque premi che miart ha concepito per le gallerie e gli artisti, ovvero il Premio Herno (assegnato allo stand con il miglior progetto espositivo), il Premio Fidenza Village per Generations (assegnato al miglior dialogo tra artisti di generazioni diverse), il Premio On Demand by Snaporazverein (consistente nel sostegno economico a un progetto futuro dell’artista vincitore), il Premio LCA per Emergent (destinato alla galleria emergente con la migliore presentazione delle più recenti generazioni di artisti) e il Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte contemporanea e i giovani artisti (consistente nell’acquisizione di un’opera di un artista emergente o mid–career da donarsi a un’istituzione museale milanese). Un nuovo ciclo di miartalks segna inoltre la rinnovata collaborazione tra miart e In Between Art Film, la casa di produzione cinematografica fondata da Beatrice Bulgari nel 2012 per incoraggiare lo scambio tra i diversi linguaggi artistici del nostro tempo. Tre giornate di conversazioni coinvolgeranno così oltre 40 artisti, curatori e direttori di musei, collezionisti, designer e scrittori internazionali, riuniti attorno al tema di cosa sia il bene comune e di come vada creato e preservato in relazione all’arte moderna, contemporanea e al design, intesi come spazi di relazione con la realtà che ci circonda.

Hypervisuality. Making the invisible visible. Installation view @ Palazzo Dugnani. Photo by Roberto Marossi. Courtesy Wemhöner Collection

Come da tradizione miart diventa poi l’epicentro della Milano Art Week, un ricco calendario di mostre, eventi e aperture speciali che quest’anno vede la partecipazione, tra gli altri, della Fondazione Nicola Trussardi con Ibrahim Mahama. A Friend ai Caselli Daziari di Porta Venezia, della Palazzina dei Bagni Misteriosi con Immersione libera, di FuturDome con Hypertimes e The Uncanny Valley, di Palazzo Dugnani con Hypervisuality, della Fondazione Prada con Whether Line di Lizzie Fitch e Ryan Trecartin e della Galleria Cracco con Tre studi per un ritratto di Goldschmied&Chiari. A chiudere la settimana dell’arte sono infine l’Art Night degli spazi no–profit il 6 aprile e l’apertura speciale delle gallerie private il giorno successivo.

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